Quando Marco Polo, di ritorno dall’Oriente, raccontò di aver visto da vicino il leggendario unicorno, fece una descrizione tutt’altro che incantata. La creatura che aveva osservato a Giava non aveva nulla dell’essere narrato nelle storie in Europa. Aveva la pelle spessa come quella di un bufalo, un corno nero e tozzo sul muso, la testa bassa, e abitudini tutt’altro che nobili. Lo descrisse per quello che era, un rinoceronte, e concluse che con la figura aggraziata della tradizione non c’entrava niente. L’unicorno, semplicemente, non esisteva. Esisteva un quadrupede reale, goffo e potente, che qualcuno a un certo punto aveva immaginato diverso da com’era.
Vale la pena tenere a mente quella delusione (e cioè il fatto che la vita quotidiana è fatta di rinoceronti e non di unicorni) ogni volta che una PMI ticinese pubblica un annuncio per un responsabile marketing e comunicazione.
Nella stessa riga compaiono, con disinvoltura, la richiesta di competenze nella strategia, nella scrittura, nella grafica, nel montaggio video, nella gestione dei social, nelle campagne a pagamento e nei rapporti con la stampa. “Tanto oggi c’è l’AI, no?” No. Perché si vuole continuare a sognare l’unicorno: una sola persona con i superpoteri che faccia bene sette cose che, nel mercato del lavoro reale, sono sette professioni separate, ciascuna con la propria curva di apprendimento e i propri strumenti.
Il risultato lo conoscono tutti gli imprenditori che hanno provato la strada interna in cerca dell’unicorno: testi curati ma video girati col telefono, social presidiati ma posizionamento approssimativo, tanta operatività e poca strategia, proprio la strategia che era la ragione iniziale dell’assunzione.
Il mercato si è accorto del problema e ha iniziato a muoversi nella direzione opposta. La tendenza più netta degli ultimi anni è la richiesta di competenze verticali: profili che fanno un mestiere solo, ma lo fanno per molti clienti e quindi lo fanno a un livello che una figura interna tuttofare non può raggiungere.
Il professionista che il lunedì lavora per un’agenzia e il martedì segue un altro progetto non è un ripiego, è la forma con cui oggi si accede alla profondità. Chi gira video tutti i giorni per dieci aziende diverse resta aggiornato sugli strumenti, sull’intelligenza artificiale applicata alla produzione, sui formati che funzionano. Chi gira video sei volte l’anno per una sola azienda, no. C’è poi una ragione di tempi e pianificazione.
Una media impresa del Mendrisiotto ha bisogno di un videomaker forse sei giornate l’anno, di uno stratega una volta a stagione, di un copywriter in modo intenso per due mesi e poi molto meno, di chi gestisce la community ogni settimana ma per poche ore. Sono intensità diverse. Comprare tutto questo come tempo pieno di una persona sola significa pagare a stipendio fisso ciò che serve a singhiozzo, e ottenere la media di sette mestieri invece dell’eccellenza di ciascuno.
La soluzione, a questo punto, ha una forma precisa: un’agenzia che tenga al proprio interno questa pluralità di specialisti. Non un fornitore che rivende il lavoro di una sola persona, ma una struttura dove convivono il videomaker, lo stratega, il copywriter, il grafico, chi gestisce i social, e molte alte professionalità che si occupano di web design, ottimizzazione SEO/ GEO, video motion, brand journalism, pr e advocacy. Dove ognuno si dedica al proprio mestiere ed è disponibile per l’azienda quando quella professionalità serve davvero.
È la stessa profondità che il mercato cerca nei profili verticali, raccolta però sotto un unico interlocutore che ne coordina la regia. Il modello tecnico che la regge si chiama T-shaped: una base di competenze trasversali condivisa dal gruppo, con picchi di specializzazione verticale su ogni singolo mestiere.
Per la PMI cambia la qualità e anche il costo. Non assume l’unicornorinoceronte a stipendio fisso, accede a un’agenzia di specialisti e li attiva nella dose che le serve, solitamente pagando meno di quanto costerebbe quella singola persona a tempo pieno e ottenendo, al posto della media di sette mestieri, l’eccellenza di ciascuno.
La prossima volta che state per scrivere “cercasi persona che sappia fare tutto”, ricordatevi di Marco Polo: si può inseguire l’unicorno per mezza Asia e trovare comunque un rinoceronte. Tanto vale partire cercando la creatura che esiste davvero?
Pubblicato su Ticino Welcome
SETTEMBRE 2026
